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| LA
PIANURA PARMENSE |
| Nella provincia
di Parma la pianura si stende dai terrazzamenti fluviali al
margine delle prime colline fino alle rive del Po, limitata
a levante dal fiume Enza, a ponente dal torrente Ogina. A
nord della via Emilia, il fiume Taro la divide in due parti:
a est la pianura parmense, condizionata dalla presenza del
capoluogo provinciale, a ovest la pianura "fidentina" dove
i quadri paesaggistici e i caratteri dell'insediamento si
confondono con la vicina area piacentina. Formatasi in era
quaternaria grazie all'apporto di detriti alluvionali in prevalenza
lilosi-argillosi, era un tempo una terra paludosa, ricoperta
di foreste inframezzate da poche radure. La linea dei fontanili,
risorgive a carattere artesiano distribuite nella fascia all'altezza
della via Emilia, segna il confine naturale tra alta e bassa
pianura. L'originaria configurazione della pianura cambia
sostanzialmente con i romani che, tramite la centuriazione,
operano una profonda sistemazione territoriale, progettata
e attuata su vasta scala. Sono ancora ben riconoscibili le
maglie della centuriazione nelle zone di Busseto, tra il Taro
e il Parma a ridosso della strada consolare, tra Parma e Sorbolo
e San Polo, intersecate dalle lunghe diagonali di pianura.
Le grandi alluvioni di età altomedievale e la crisi delle
istituzioni sociali sconvolgono questa trama, tanto che acque,
bosco e incolto riprendono il sopravvento. L'azione di bonifica
intrapresa a partire dal IX sec. dagli ordini benedettini
e in generale dalla Chiesa consente una ripresa della colonizzazione:
i nuclei monastici di Valserena, la Certosa, Fontevivo, Chiaravalle
della Colomba, di cui rimangono notevoli esempi delle architetture,
ne sono principali artefici. Richiamata anche nei toponimi
(Fontanellato, Fontaneto, Fontevivo, Copermio, Colorno, Coltaro,
Coenzo), l'acqua condiziona la presenza di insediamenti, serve
come via di comunicazione - ad esempio il Naviglio che collega
Parma al Po - e di difesa, circondando le rocche di Fontanellato,
Soragna e San Secondo. Il dominio del Comune di Parma e delle
successive signorie è contrastato dalla presenza di una forte
nobiltà terriera, che crea le condizioni di riproposizioni
del feudo e la formazione di unità territoriali autonome del
potere centrale: i Pallavicino, che controllano tutta l'area
orientale da Pellegrino Parmense a Zibello, con capitale Busseto,
i Terzi a Sissa, i Sanseverino a Colorno, i Sanvitale a Fontanellato,
i Meli Lupi a Soragna, i Rossi a Roccabianca e San Secondo,
i Torelli a Montechiarugolo. La pianura si arricchisce così
di abitati compatti, che rivelano strutture urbane e architettoniche
proprie degli impianti pianificati in funzione di fortificazioni
e palazzi sedi delle più ricche corti signolrili del parmense,
cenacoli di artisti e letterati di fama. L'ingegneria e la
tecnica militare si sposano con raffinati modelli rinascimentali
e scenografie barocche: la "piccola Versailles" di Colorno,
le rocche di Fontanellato, Soragna, San Secondo, Sissa e Roccabianca,
la villa Pallavicino di Busseto, Casteguelfo sulla via Emilia
e il castello di Montechiarugolo nell'alta pianura sono le
espressioni più significative. La via Emilia e il Po, principali
assi ordinatori della pianura, condizionano la viabilità,
la rete dei canali e degli scoli, la distribuzione degli insediamenti,
la suddivisione dei campi e la disposizione dei coltivi. L'agricoltura
fortemente integrata alla zootecnia e all'industria dei prodotti
alimentari, è stata per secoli l'attività dominante, lasciando
il segno di un'organizzazione territoriale difficile da cancellare.
Con la rivoluzione agronomica del '700 si diffonde la tipica
piantata pagana: campi a cereali e foraggi intervallati da
filari di gelsi e olmi maritati alla vite. Migliaia di case
coloniche, dai grandi complessi di derivazione lombarda al
diffusissimo modello della casa parmigiana, caratterizzata
dal portico e dalla "porta morta", punteggano le campagne.
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La strada della
riviera del Po: La presenza di corsi d'acqua caratterizza
questa zona della bassa parmense, delimitaata ad ovest dal
Taro e a est dall'Enza, solcata dal Parma e da numerosi canali,
ma in primo luogo dominata dal Po, vero protagonista di questo
itinerario (46 km. circa) che si snoda attraverso le terre
e i paesi di quel "mondo piccolo " tanto amato da Giovannino
Gareschi e dai suoi personaggi. Uscendo da Parma si imbocca
la S.S. 343 in direzione Colorno e, dopo aver superato l'Autostrada
del Sole, si incontra la Certosa di Paradigna (7 km.); subito
dopo si lascia la Statale per prendere, sulla destra, una
grande strada che si inoltra nella campagna e, costeggiando
il canale Naviglio, raggiunge Gainago (12,6 km). Di qui una
breve deviazione verso sud-est porta al Palazzo del Certosino
(3 km.). Si prosegue quindi lungo la strada d'argine per Colorno
(16,6 km); deviando dall'itinerario principale principale
verso sud-ovest, lungo il corso del Parma, si giunge a Torrile
(4,3 km). Da Colorno, abbandonata la Statale, si fiancheggia
la riva del Parma fino a Copermio (19, 7 km) e al comune sparso
di Mezzani 22,2 km). Proseguendo in direzione nord si incontra
Coenzo (27 km); da qui la strada si dirige verso sud fino
a Sorbolo (34 km), dove ci si immette sulla S.S. 62 che riconduce
a Parma (46 km). A nord di Parma: Lasciata la statale subito
dopola Certosa di Paradigna, una strada sulla destra conduce
nel cuore della campagna parmense, solcata da nord a sud dal
canale Naviglio, costruito all'inizio del XVII sec., costruito
al'inizio del XV sec. per irrigare i campi con le acque del
torrente Parma e creare un'importante via di trasporto tra
il corso del Po e la città capoluogo; la bella strada d'argine
che lo costeggia fino a Colorno risale al XVII sec. -A Gainago:
( 29m.), piccolo centro documentato già nel XII sec., sorge
la seicentesca villa Balduino-Serra, circondata da un parco
posto al centro di un'ampia tenuta agricola. All'interno del
parco si conserva la casa natale del Cardinale Gherardo-Bianchi
- detto "La Torre" - dove, nel loggiato del primo piano, un'epigrafe
ricorda la sua vita: cardinale dal 1277 al 1302, fondò l'abbazia
di San Martino di Valserena e il Capitolo della Colleggiata
del Battistero di Parma. Nei pressi della villa si trova la
chiesa di San Giovanni, edificata nel XII sec. ma completamente
restaurata nel 1930; all'interno alcuni affreschi del XIII
e XVI sec.
- Colorno: Palazzo Ducale, Parco, Aranciaia, San Liborio,
chiesa di Santa Margherita
- Torrile: Oasi del Cavaliere d'Italia
- Vicomero: oratorio di San Rocco
- Copermio: Casino di caccia e l'oratorio della Beata
Vergine del Buon Cuore
- Mezzano Rondani: chiesa dell'Annunziata
- Mezzano Superiore: chiesa di San Michele
- Mezzano Inferiore: chiesa della natività della Madonna,
Riserva Naturale Orientata della "Parma Morta"
- Coenzo: torrione, parrocchiale di San Siro
- Sorbolo: chiesa dei Ss. Faustino e Giovita |
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Le corti di pianura: I castelli disseminati nella
pianura parmense, delimitata a nord dal corso del Po e a
sud dalla via Emilia, racchiudono secoli di storia e di
arte, sia quelli ben conservati di Soragna e Fontanellato
- quest'ultimo custodisce una preziosa decorazione ad affresco
del Parmigianino - sia quelli di Sa Secondo Parmense, Sissa
e Roccabianca, notevolmente ridotti rispetto al loro aspetto
originario ma ugualmente imponenti nel testimoniare gli
antichi splendori. L'itinerario proposto (50 km) parte da
Fidenza e si snoda attraverso la pianura fino a Polesine
Parmense, costeggiando per un breve tratto il corso del
Po. All'uscita di Fidenza si segue la strada in direzione
nord-est che, dopo aver superato l'autostrada del Sole in
prossimità del casello Fidenza-Salsomaggioe Terme, raggiunge
Soragna (10,2 km); si prosegue verso sud-est alla volta
di Fontanellato (18,2 km), dopo una breve deviazione (4
km a sud) conduce a Fontevivo. Si procede quindi in direzione
nord-est fino a San Secondo parmense (26,2 km), per poi
riprendere una strada rettilinea che tocca Fontanelle (3,8
km) e Roccabianca (37 km): di qui superando le anse del
fiume Taro, deviazione per Sissa (8 km) e Trecasali (11
km). Da Roccabianca si segue la strada che costeggiando
il Po porta a Zibello (45 km) e a Polesine Parmense (50
km) meta finale di questo itinerario.
- Soragna: Rocca, Palazzo Municipale, parrocchiale di San
Giacomo, chiesa di San Rocco, Sinagoga
- Fontanellato: Rocca, chiesa di Santa Croce, santuario
della Madonna del Rosario
- Fontevivo: abbazia cistercense, oratorio della
Madonna del Serraglio
- San Secondo: Castelllo, pieve di San Genesio
- Fontanelle: casa di Guareschi, chiesa di San Martino
- Roccabianca: Rocca, parrocchile dei Ss. Bartolomeo
e Michele
- Sissa: Rocca, parrocchiale
- Coltaro: area rivierasca "Boschi di Maria Luigia"
- Torricella: porto nautico
- Trecasali: chiesa di San Michele
- Zibello: Palazzo Pallavicino, collegiata dei Ss.
Gervaso e Protaso, oratorio delle Grazie, ex - convento
dei domenicani, Museo del Territorio e della Civiltà Contadina
- Polesine parmense: Palazzo delle due Torri, parrocchiale
dei Ss. Vito e Modesto
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