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per l'allagamento della cavea in modo da poter inscenare
naumachìe. All'allestimento lavorarono stuccatori (tra i
quali Luca Reti) e pittori di varie provenienze: Malosso,
Lionello Spada, A. Badalocchio, Bernabei. Dopo l'ultima
rappresentazione (1732) il teatro si avviò verso un lento
e triste declino, fino ad arrivare alla quasi totale distruzione
delle parti lignee rimaste colpite da una bomba nel maggio
del 1944. La ricostruzione operata negli anni '50 non fu
un intervento di totale ripristino in senso filologico,
ma avvenne secondo disegni originali; le parti lignee, un
tempo completamente decorate, vennero lasciate intatte per
evidenziare le poche, originarie, recuperate. Pur in questa
dimensione di quasi totale rifacimento, il Teatro Farnese
è senza dubbio uno dei teatri più affascinanti del mondo,
esempio unico sia dal punto di vista architettonico che
dei modelli di spettacolarità.
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