| Esempio del Rinascimento a Parma,
con pianta centrale a croce greca di tipo bramantesco, venne
eretta tra il 1521 e il 1539 su progetto di ignoto. Gli esecutori
furono Bernardino e Giovanni Francesco Zaccagni, i quali dimostrano
di conoscere e di saper interpretare i canoni architettonici
elaborati da Bramante. Antonio da Sangallo il Giovane, inviato
a Parma da Clemente VII nel 1526 per esaminare il sistema
difensivo, lasciò un progetto relativo alla cupola e al completamento
della fabbrica. Gli ornamenti con le relative modifiche e
la grande balaustra, che gira intorno ai bracci della croce,
sono opera di Mauro Oddi e databili intorno alla fine del
'600. L'interno è dovuto a più maestri del Rinascimento parmense.
Sull'altare maggiore, nel sottarco, si può ancor oggi vedere
l'ultima esaltante opera del Parmigianino (le Vergini Sagge
e le Vergini Folli). Di Michelangelo Anselmi è l'incoronazione
del 1540 (disegno di Giulio Romano). I catini nord (di Pentecoste)
e sud (Adorazione dei Pastori) sono, insieme ai relativi sottarchi,
opera di Gerolamo Bedoli. Ai lati, entrando, troviamo le due
portelle d'organo del Parmigianino, ampliate nel 1581 dal
fiammingo Jan Sons, che realizza anche le portelle esterne
(Fuga in Egitto). La cupola si deve a Bernardino Gatti (1560).
Importanti le sculture tombali e la Sagrestia Mobile (1665)
di G.B. Mascheroni e Carlo Rottini. |